Respirazione diaframmatica: formidabile “farmaco” analgesico

Dolore acuto e dolore cronico

Il dolore è il più comune sintomo di malattia e può essere diviso in acuto e cronico.

Il dolore acuto è caratterizzato da una relazione ben precisa tra dolore e causa scatenante (trauma, lesione tessutale ecc.) ed ha una durata limitata nel tempo (1-2 settimane).

Il dolore cronico è caratterizzato da una durata superiore ai 3 mesi ed è un tipo di dolore che ha perso quella funzione fisiologica “protettiva” nei confronti del corpo ma si è trasformato in un dolore patologico.

Nel processo di cronicizzazione, infatti, alla primitiva sintomatologia dolorosa, localizzata e ancora individuabile, si associano meccanismi emozionali, cognitivi, di apprendimento, di discoerenza informativa, di modulazione della percezione dolorosa a livello del sistema nervoso centrale, tali da portare a un dolore diffuso, non più localizzato la cui origine risulta difficilmente riconoscibile.

Il sistema nervoso autonomo

Il sistema nervoso autonomo è quella componente del sistema nervoso centrale così chiamato perché opera indipendentemente dalla nostra volontà.
A livello del sistema nervoso autonomo distinguiamo una componente:

  • PARASIMPATICA: responsabile del rilassamento e riposo dell’organismo favorisce lo svolgimento dei processi digestivi e di eliminazione, e determina una riduzione della frequenza respiratoria e cardiaca;
  • ORTOSIMPATICA: responsabile nell’indurre uno stato di eccitazione e attivazione in risposta a situazioni di emergenza come “attacco o fuga”.

Quando prevale la componente ortosimpatica aumenta la pressione sanguigna, la sudorazione, la frequenza respiratoria e la frequenza cardiaca.

Quando il corpo deve far fronte a una situazione di stress come quella causata dal dolore cronico spesso al sintomo del dolore si associano stati emozionali come ansia, depressione, difficoltà a concentrarsi, insonnia.

Il sistema corpo-mente-emozioni va in tilt e tende a prevalere la componente orto simpatica del sistema nervoso autonomo.

Il potere del respiro

Occorre ricordare che il respiro è un atto in parte involontario ma in parte volontario.

L’attività respiratoria attraverso l’utilizzo del diaframma può essere allenata in modo consapevole attraverso specifici esercizi propriocettivi (vedi anche questo articolo), apportando enormi benefici in ambito gestionale del dolore cronico tra cui:

  • abbassamento dello stato di iperattivazione del sistema ortosimpatico attraverso la stimolazione del nervo vago, principale componente del sistema nervoso parasimpatico;
  • induzione di una sensazione di maggior rilassamento e tranquillità;
  • riduzione della tensione miofasciale e del dolore.

Conclusioni

Iniziare anche pochi minuti al giorno a portare consapevolezza sul nostro modo di respirare può fare la differenza sul nostro stato generale di salute trasformando il circolo vizioso:

dolore cronico -> emozioni negative -> sistema ortosimpatico -> respirazione superficiale -> tensione miofasciale -> dolore cronico 

….in circolo virtuoso:

dolore cronico -> emozioni negative -> diaframma -> sistema para simpatico -> rilassamento miofasciale -> benessere generale